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VIRUS INFLUENZALE

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Aggiornamento su…

Vaccinazioni: un primato tutto siciliano
di Angelo Milazzo,pediatra

Sulla GURI del 14 Aprile è stato pubblicato il nuovo Accordo tra il Ministero della Salute ed i Presidenti delle Regioni, concernente il Nuovo Piano nazionale vaccini 2005-2007.

La pubblicazione del nuovo piano vaccinale ha rappresentato un ulteriore motivo d’orgoglio per noi medici siciliani, e per i pediatri in particolare. Infatti i contenuti e gli obbiettivi del piano erano stati da tempo già adottati ed in gran parte realizzati dalla Regione Sicilia.
Tra i più recenti Provvedimenti adottati, basterà ricordare la Circolare del 6 Giugno 2002 riguardante la vaccinazione antipneumococco e la Circolare del 22 Luglio 2002 riguardante l’antivaricella. Gli obiettivi di entrambe sono stati ulteriormente perfezionati con il D.A. pubblicato sulla GURS del 20 Agosto 2004. Inoltre ripetute Disposizioni hanno riguardato il recupero delle “evasioni” dalle vaccinazioni contro : morbillo-rosolia e parotite; nonché i richiami negli adolescenti delle vaccinazioni contro: tetano-difterite-pertosse.
Anche nella nostra Ausl3 i risultati ottenuti sono stati particolarmente soddisfacenti.

Problematiche generali

La causa principale dei ritardi è rappresentata dagli innumerevoli rinvii che riguardano l’esecuzione effettiva delle vaccinazioni.
Risulta ancora molto difficoltoso convincere le famiglie che i vaccini possono essere tranquillamente praticati:
- in concomitanza con: tosse, catarro, turbe digestive, febbricole e disturbi vari;
- in concomitanza con qualsiasi condizione atmosferica, anche molto sfavorevole;
- in concomitanza con l’assunzione di antibiotici, chemioterapici, antistaminici, Fans e sintomatici vari;
- in concomitanza con la somministrazione di cortisonici, tranne che nel caso di terapie superiori ai 14 giorni realizzate con dosaggi realmente immunosoppressori.
Risulta inoltre necessario stimolare la ricerca farmaceutica affinché realizzi nel più breve tempo possibile nuovi
vaccini combinati. Infatti l’esperienza dell’adozione del vaccino esavalente nel primo anno di vita ci ha dimostrato come si possano conseguire risultati insperati. Le notizie sono già molto confortanti per la prossima immissione in commercio di un tetravalente contro: morbillo-rosolia-parotite-varicella. E’ veramente auspicabile la realizzazione di un tetravalente “antimeninigiti” contro: Haemophilus B, Pneumococco, Meningococco C, Meningococco B.
Purtroppo quest’ultimo tipo di vaccino non è ancora disponibile
Ma, fino a quando non avremo queste opportunità, sarà indispensabile avere la determinazione di praticare più vaccinazioni associate, praticando contemporaneamente più punture nella stessa seduta vaccinale, ovviamente in sedi diverse. Questa necessità è stata riaffermata anche da questo nuovo Piano nazionale, che ha anche stabilito di rendere
concomitante all’età di 5 anni il richiamo della vaccinazione antipolio con quella contro: tetano-difterite-pertosse.

Problematiche specifiche delle più recenti vaccinazioni

Il vaccino antipneumococco coniugato eptavalente ha registrato un’accettazione eccellente. La sua adozione era stata particolarmente “sponsorizzata” da associazioni di genitori, di consumatori, oltre che dalla Federazione dei Medici Pediatri.
La sua grande efficacia nell’infanzia permette di raggiungere benefici analoghi a quelli ottenuti nei soggetti anziani con l’analogo vaccino 23-valente, non coniugato.
I benefici sono eccezionali nella prevenzione delle meningiti, buoni per la prevenzione delle polmoniti, importanti anche per le otiti e le sinusiti. Comunque, pare che i colleghi otorinolaringoiatri possano dormire ancora sonni abbastanza tranquilli. Infatti le otiti e le sinusiti ricorrenti vengono favorite da particolari condizioni anatomiche, e pertanto le infezioni da Streptococcus pneumoniae possono essere rimpiazzate da flogosi e da infezioni dovuti ad altri agenti, soprattutto virus.
La vaccinazione universale antivaricella era stata raccomandata dall’Accademia Americana di Pediatria sin dal 1995, ma ci sono voluti anche negli USA otto anni prima di raggiungere livelli di copertura soddisfacenti. La varicella infatti in tutto il mondo viene ancora ritenuta dalle famiglie e da alcuni pediatri malattia sempre benigna e pertanto la vaccinazione non viene “spinta” con sufficiente convinzione. Però stanno maturando sempre di più alcune consapevolezze. Le complicanze, anche se rare nei bambini, risultano al consuntivo finale niente affatto trascurabili, in conseguenza del fatto che la malattia colpisce la stragrande maggioranza della popolazione infantile. La malattia ha un decorso molto severo nell’adulto, con possibilità di gravi complicanze, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e del sistema nervoso. Può avere conseguenze molto gravi in gravidanza: soprattutto sulla madre durante tutto il decorso e soprattutto sul neonato se trasmessa negli ultimi giorni di gestazione. Induce costi notevoli, legati a diversi fattori, tra i quali: il costo dei farmaci antivirali e le assenze dal lavoro e dalla frequenza scolastica. Il virus può sempre riattivarsi nel corso della vita, causando l’Herpes-Zoster, che può recidivare spesso e causare disturbi esasperanti. La frequenza della patologia sembra ridursi notevolmente nei soggetti vaccinati.
Pertanto la vaccinazione nell’infanzia e nell’adolescenza deve essere finalizzata alla progressiva eradicazione della patologia in tutta la popolazione, e non soltanto nell’età evolutiva.
Il vaccino coniugato contro il meningococco di tipo C per il momento viene dispensato selettivamente nella nostra regione: a soggetti a rischio, su richiesta specifica del medico curante, per i bambini che frequentano l’asilo da parte di alcune Ausl. Ciò dipende dal fatto che fortunatamente1 non abbiamo avuto segnalazioni di patologie causate da questo tipo di infezione, nel corso degli ultimi anni. Tale situazione contrasta con quanto avvenuto in Lombardia, in Toscana ed in altre regioni. Bisogna però mantenere alta la guardia, poiché condizioni favorevoli alla diffusione potrebbero venirsi a creare in conseguenza dei flussi di immigrati e di turisti e per il venir meno della pratica vaccinale alla quale venivano sottoposte tutte le reclute del servizio di leva.
Il richiamo del vaccino trivalente anti tetano-difterite-pertosse nell’adolescenza è stato riconosciuto come assolutamente necessario. Infatti l’immunità contro il tetano andrebbe richiamata anche nell’adulto, almeno ogni 10 anni, in considerazione della facilità con cui si possono determinare in ciascun individuo lesioni e ferite. La difterite è purtroppo ricomparsa nei paesi dell’Est europeo e quindi sono possibili casi d’importazione. La pertosse non dà immunità permanente e pertanto sono frequenti i casi di re-infezione nell’adulto. In questi soggetti la malattia si manifesta in forma più lieve rispetto all’età infantile e proprio per questo rimane spesso misconosciuta e quindi non adeguatamente trattata.


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